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PIG DESTROYER: TERRIFYER

data

20/11/2004
90


Genere: Grindcore
Etichetta: Relapse Records
Anno: 2004

Credo non ci siano dubbi: i Pig Destroyer sono uno dei migliori gruppi che il grind "moderno" abbia da offrirci ed è singolare come anche un altro gruppo su cui il grind odierno punta molto ovvero i Nasum se ne esca più o meno nello stesso periodo con un nuovo lavoro, 2 letali mattonate sui denti a distanza di breve tempo per la gioia del nostro dentista. Ma torniamo ai Pig Destroyer e a "Terrifyer", un album spiazzante ma non troppo, spiazzante perchè non avevamo mai sentito il trio suonare in modo così vario e con una registrazione così "pulita" (solite virgolette d'obbligo) anche se il marchio di fabbrica rimane sempre quello, la violenza efferata presente in ampie dosi su "Prowler in the Yard" c'è ancora, le parti tirate contrapposte a quelle rallentate simil-sludge sono ancora presenti in modo massiccio, le urla sgraziate di Hayes sono ancora qui a farci compagnia mentre Scott Hull ci sega in due la giugulare. E' come sbattere la testa contro il muro e nel mentre provare gusto nel farlo, come ricevere per 30 minuti una raffica di calci nel ventre ma spinti da un certo spirito masochista\nichilista si vuole ripetere l'esperienza fino allo sfinimento. Senza ombra di dubbio i Pig Destroyer hanno prodotto il miglior disco grind dell'anno, un collage perfetto di metal, grind, hardcore, thrash, death e doom\sludge che non può e non deve passare inosservato. C'è qualcosa dei Today is the day, sopratutto nello spirito così liberatamente noise, ma il sound dei Pig Destroyer è assolutamente inconfondile, di un'intensità che oserei dire impressionante. Un album del genere non poteva che uscire per Relapse, una sicurezza quando si è alla ricerca di qualcosa di brutale ma al passo con i tempi, siete quindi avvertiti fatevi del male e comprate "Terrifyer" magari rinunciando all'ennesimo clone di chicchessia. Da segnalare anche la traccia audio-DVD "Natasha" della durata di 37 minuti e mixato in 5..1 sorround sound che mostra un'altra maschera della creatura Pig Destroyer, un pezzo particolare che poco si integra con il resto del lavoro ma è apprezzabile che la Relapse abbia voluto accorparlo con "Terrifyer".

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