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RUST REQUIEM: MIGRATIONS OBSCURA AETAS

data

02/01/2009
85


Genere: dark / ambient / black
Etichetta: Autoprodotto
Anno: 2008

Quello che mi appresto a recensire è un disco molto particolare e difficile da descrivere sia dal punto di vista musicale che da quello del concept su cui è basato. Rust Requiem è il risultato della mente di una sola persona, Ianvs, che porta avanti questa one man band nostrana trasmettendo in essa, come scrive lui stesso, il suo "io". Questo cd è una riflessione personale dell'autore sulla spiritualità umana vista dallo stesso in decadenza, e per fare ciò usa come metafora il Medioevo, la cosiddetta "età oscura". Nel Medioevo l'uomo era piccolo e massificato verso due elementi: la morte e la fede. Basti pensare alle cattedrali gotiche tipicamente medievali, dove la piccolezza dell'uomo di fronte a Dio veniva poi espressa da costruzioni talmente profonde, austere ed imponenti da togliere il fiato a chiunque ne varcasse le porte. Usando come punto di riferimento questa epoca l'autore Ianvs vuole sottolineare la sua visione del mondo, caratterizzato dalla perdita dell'individualità dell'essere umano e il conseguente decadimento spirituale che ne deriva. Tutto ciò è stato deciso di trasportare in musica, ed il risultato non è di certo un black metal tipico, bensi' qualcosa di più profondo, vario ed articolato. Pur essendoci elementi tipici del genere, vale a dire produzione grezza, riff di chitarra taglienti, tempi veloci e scream, la maggior parte del disco verte più su una sorta di dark ambient. Abbiamo cosi minuti e minuti di musica atmosferica caratterizzata da tempi lenti e senza la benchè minima presenza di chitarre, campane a morto, parti cantate in clean vocals o addirittura una voce sussurrata che parla sempre e solo in Latino, lingua dominante dell'intero cd. Si potrebbe definire quindi un cd dark ambient con delle influenze black metal, più che il contrario, che per certi versi fa venire in mente Isengard, vecchio side project di Fenriz dei Darkthrone, soprattutto per le parti cantate in clean vocals, mantenendo però un feeling molto più ambient, malinconico e decadente, quasi doom, che potrebbe ricordare il funeral black metal di Nortt. Insomma ne capitano veramente poche di uscite originali di questo genere, ne consiglio vivamente l'ascolto a chiunque voglia ascoltare qualcosa di veramente particolare.

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