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DEVIN TOWNSEND PROJECT

Dopo aver guidato per 600 km di autostrada sotto un pallido sole che mi ha tenuto piacevolmente compagnia mi ritrovo, a premessa del concerto, in mezzo a un diluvio universale che non ha impedito al buon Devin di scaldare l'ambiente; non solo con la sua musica, ma soprattutto con il suo cabaret perché anche di questo si è trattato. Come intro della performance un video del padrone di casa, tale Ziltoid, accompagnato da un famoso brano house (del quale disconosco il titolo e l'autore) ha fatto da preludio ad un'atmosfera di grande allegria culminata in una fragorosa risata quando il pupazzo ha iniziato a sproloquiare sul suo essere monopallico, dotato di un fallo di proporzioni tali che noi umani, gay, esseri inutili e portatori di micropene ci sogniamo di avere. Questo la premessa prima dell'ingresso della band accolta da un boato del pubblico; già dall'abbigliamento si deduce che ci sarebbe stato ancora da sbellicarsi, Devin si presenta vestito con un elegante giacca e pantalone abbinati, ma sotto la giacca una canottiera che neanche a Porta Portese vendono più. Le sue mille espressioni facciali, unite da digressioni varie fatte alla velocità della luce degni di Jim Carrey, e da una band formata da uomini di Neanderthal che sembravano transfughi dai Neurosis perfettamente a loro agio quando c'era da pestare coronavano il quadretto. Un sound ed un setting monumentale esaltato dai riff melodici che sono il suo marchio di fabbrica, da vocalizzi, screaming ed acuti che nessun disco potrà mai catturare; da immagini proiettate su due schermi posti alle loro spalle sempre pertinenti al brano eseguito; atmosfere suggestive, pathos, potenza e volumi a limite di sopportabilità hanno sugellato uno dei più bei live a cui ho mai avuto il piacere di assistere. Disco più saccheggiato è stato 'Accelerated Evolution', il più melodico e più radio-friendly, e visto che il tempo rendeva malinconici Devin ha pensato bene di ricordarcelo con le struggenti melodie di "Storm", "Deadhead", "Suicide", "Away", ma non solo quelle, anche "Recycle", "Truth" e tanto di bis finale con gente invitata a salire sul palco per agitare le braccia a tempo a mo di concerto di Claudio Baglioni. Chicca finale, una ragazza sale sul palco per salutarlo, stava per togliersi la maglietta per omaggiarlo finendo col restare col seno fuori, ma Devin, da gran signore, gliel'ha fatta abbassare prima che succedesse. Dedicato a tutti quelli che non c'erano.

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