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DREAMTIDE: Drama Dust Dream

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17/06/2022
85


Genere: Melodic Hard Rock
Etichetta: Pride & Joy Music
Distro:
Anno: 2022

Ricordo ancora l’immagine di copertina del terzo album, ma soprattutto la traccia "Help Me": il motivo, o la scusa che oggi mi ha riportato ai Dreamtide (mi ero appesa a quella canzone qualche anno fa!). Alle spalle tre discreti progetti discografici, ‘Here Comes The Flood’ (2001), ‘Dreams For The Daring’ (2003) e ‘Dream And Deliver’ (2008), di rock melodico tendente all’AOR. Ma questo lavoro ‘Drama Dust Dream’ da subito travolge e spazza via tutto ciò che i Dreamtide mi avevano lasciato. E’ il loro miglior disco: reinterpreta il rock melodico e lo scombussola, rendendolo più diretto, mirato, e d’impatto. Il risultato è più hard, acquisisce più tempra, con composizioni accattivanti, trattate per rendere il suono incandescente: energia pura! Finalmente depurato delle parti troppo elettroniche della tastiera (del primo lavoro) e appesantite da riempimenti e da effetti sonori. Ora più teutonici negli arrangiamenti. La svolta del cambiamento sta nella perfetta coesione tra melodia e la bellissima voce pulita di Olaf Senkbeil, dalle tonalità alte, ma mai squillante e nell’aere che il power tedesco riesce a trasmettere, con combinazioni vincenti di linee di basso dal suono marcato (Scorpions anni ’70), chitarre scattanti e atmosferiche (Uli Jon Roth), aritmia del drummer dal suono brillante ed energico, sino ai cori armoniosi, ma mai epici (sfumature Blind Guardian) e dall’attitudine ottimista degli Helloween. Constatazioni che stuzzicano, ma che hanno un loro fondamento: Il cantante Olaf Senkbeil (Black Moon Secret, Bluematic, DO Passion, Jack’s Hammer, Systems in Blue, e The Choir Company) ha una lunga gavetta da corista dei Blind Guardian, The Grave Digger, Freedom Call, Helloween, etc. Il chitarrista Helge Engelke (Fair Warning, Zeno) è l’ideatore di tutto questo ed è un modellatore del suono: lui interviene, corregge e ottimizza! (‘Scorpions Revisited’ di U.Roth, ‘Showtime’ e ‘A Conspiracy Of Stars’ di UFO).  Tutte esperienze che riaffirano nell’ascolto di questo album, che invita a non mollare e non abbandonare i propri sogni! Effetti di tastiera per l’inizio: il suono si volta ancora a guardare in dietro, poi l’elettrica di Helge Engelke impone di proseguire in avanti verso brutali intrecci; un cambio delle parti nel video, un bassista che si trasforma in chitarrista, ed un guitar che si trasforma in drummer, ed è un’esplosione di magia nell’arrangiamento delle due voci (che smorfie Olaf), intanto il riff teutonico si insinua prepotentemente! Curativi e dalla valenza emotiva i cori indiani di "Spin" che illuminano il cammino verso la luce: è una melodia da Europe, con una voce che potrebbe far invidia anche a Joey Tempest. "Around" è assolutamente da cantare insieme a loro! Poi la strumentale "Ni Dos Ni Agua" ci ricorda di guardare al passato (1974), agli arpeggi di "They Need a Million" (Scorpions) che facevano da premessa ad un tuono rock, qui rappresentato dalla irrefrenabile "All Of Us" con un sovversivo basso che semina tempesta e accompagna altre perturbazioni con l’assolo della guitar. Proprio dalla quinta traccia in avanti il progetto musicale decolla, senza mai perdere colpi, garantendo un alto livello di qualità compositiva fino alla fine. In "Mercilass Sun" le sei corde e groove da batteria fanno da trampolino alle pressioni vocali delle due voci (una mi emoziona e mi richiama i bellissimi vocalizzi di Bob Harris in ‘Let Demon Rock’n’Roll’ dei nostri Edge of Forever). Ed io incomincio a respirare con il pizzicare di Helge (alla Hendrix) in "Dawn". Poi il suono si riempie di atmosfera in "One Rule", canzone che fa trapelare l’ottima amalgama tra la line-up (pensieri strani nella mia mente quando Olaf inizia a sorseggiare sul finire, un ripetuto One Rule, che mi evoca Bono Vox). "Drop The Curtain" rialza l’allerta meteo, la strumentale "A Fairy Prank" riporta la quiete e la carichissima "For The Fairies" di “doo-woop” mi rimbalza alla mente una musica anni ’50 rielaborata in chiave rock (Guns N’ Roses) con fraseggi di chitarre meravigliose. Lo speed rock di "Leisure Saints" proclama il successo: mi auguro non solo giapponese (dove la band ha un sentito seguito). Album perfetto per correre!

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