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VANESSA VAN BASTEN: Yes

data

21/05/2026
76


Genere: Post Rock
Etichetta: Subsound Records
Distro:
Anno: 2026

Post rock strumentale. L’animo è un registratore che, specie di notte, non dà tregua! Vanessa Van Basten mitiga i toni di animi tormentati, smorzandone i riflessi, placandone gli impulsi. Loro sono quelli che danno voce al silenzio; che creano musica per visionari; che utilizzano il nonsense (con citazioni cinematografiche e/o di telecronaca sportiva); che giocano sulle registrazioni vocali (come se fossero liriche nelle canzoni). La voce, se la utilizzano, la espongono leggera senza corpo (“Dying In My Bed”). Ironizzano sui titoli, sul loro nome. Forse sono in contatto con gli spiriti (“La Stanza Di Swedenborg”). E hanno password per attraversare le realtà parallele. Calmano la mente, cullandola, addormentandola, sollecitano sogni, rendono vivido l’ambiente che ti circonda con suoni evocativi dall’effetto naturalistico; musica subacquea, violini nostalgici da black metal (Valentina Soligo in “La Vita È La Droga Della Morte”); con le distorsioni ti sobbalzano in territori nervosi, in caruggi senza via di uscita, in delicati equilibri alla God Is An Astronaut. Usano le chitarre alla Red Sparowes, e ti aprono le porte a sensazioni uditive dal potere rilassante: pensieri limpidi, diafani. Acidi e dolci, il trio genovese dopo quindici anni (dal secondo loro album ‘Closer To The Small/Dark/Door’), e dopo undici dal loro EP reinterpretando The Cure (‘Disintegration’), ritorna con un nuovo progetto ‘Yes’, dalla cover che allude ad un sorriso da vampiro (non vulnerabile alla luce del giorno!). Si, sono ritornati alle origini, all’esordio del 2006 (‘La stanza di Swedenborg’). Non lo superano in oscurità, ma ne perseguono l’istinto compositivo e cercano di mostrare l’aspetto teologico “attivo” dell’aldilà, con la luminosità dei dettagli. Suono denso e cremoso, con arpeggi che si alternano alle distorsioni fuzz-rock e giocano a far squillare gli acuti nella loro limpidezza, ad aprire il suono (per esempio, con un triangolo in “Heartheaven”). “Giornata De Legno” (una finestra su una realtà spirituale) è un tuffo a “Giornata De Oro” (2006). “Nicaragua” è la rappresentazione dei benefici che la natura può offrire: immergersi nei suoi suoni purifica! Traccia che “mostra” una botola di accesso: clima da stadio, la voce di Pizzul e loro terminano l’album con un finale azzeccato folk metal che porta subbuglio nella “stanza”. Da ascoltare e reinterpretare.

“Ed ora mi risponda, un colpo e’ no, due non lo so, e tre colpi vogliono dire sì. Non lasci lo stato intermedio, non vada in direzione della luce, non lasci la stanza di Swedenborg”.

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