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VISION DIVINE: A Clockwork Reverie

data

29/05/2026
78


Genere: Power Prog Metal
Etichetta: Scarlet Records
Distro:
Anno: 2026

I Vision Divine avevano pubblicato nel 2024 l'album 'Blood And Angels'Tears', prima parte di un concept che avrebbe dovuto proseguire l'anno successivo. Tuttavia, com'è noto, da allora è cambiato tutto: fuori Michele Giannini, Federico Puleri e Alessio Lucatti, con tutte le questioni e polemiche che sono scaturite da tali split, per far posto ai ritorni di Michele Luppi (già nella band dal 2003 al 2008) e Oleg Smirnoff (in line-up dal 2002 al 2006). Messi da parte perciò i programmi iniziali, la nuova formazione, a un anno di distanza da tali fatti, esordisce con un ep, composto da quattro tracce inedite più tre ri-registrate. Per quanto riguarda i pezzi nuovi, la prima è in realtà semplicemente una breve intro, mentre le tracce più interessanti sono senz'altro le altre tre. La titletrack è un pezzo alquanto lungo, con un ottimo lavoro strumentale e nel quale spicca subito la voce altissima e pulita di Michele Luppi. Se in 'Blood And Angels' Tears' la band andava a recuperare le sonorità più power dei primi album, adesso (ma è quasi ovvio), i Vision Divine tornano ad un approccio più power/prog con grande attenzione per melodie, armonizzazioni vocali e passaggi tecnici, che avevano caratterizzato appunto i loro lavori del periodo con Luppi e Smirnoff. Un'impressione, del resto, confermata dalla successiva "18 (It Feels Like Heaven)", una traccia ariosa e impreziosita da un bel refrain, mentre "Andromeda" riporta al lato più power e veloce del loro sound. I brani ri-registrati sono pure tratti dai loro album di quel periodo: "Identities" dal capolavoro 'Stream Of Consciosness' del 2004, "God Is Dead" dal successivo 'The Perfect Machine' e "The 25th Hour" dall'album omonimo. All'ascolto si nota qualche ritocco qua e là senza troppe modifiche, però questi brani fanno senza dubbio ricordare quanto di buono aveva realizzato quella line-up e soprattutto fanno davvero venir tanta voglia di riascoltare i rispettivi album. Insomma, 'A Clockwork Reverie' è inevitabilmente un dischetto interlocutorio, però vista la tanta curiosità creatasi attorno a questa sorta di reunion, era anche giusto cominciare ad offrire qualcosa ai fan e possiamo dire che le premesse sono senz'altro interessanti.

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