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CORPSEFUCKING ART

OCon quasi 25 anni di carriera alle spalle ed un nuovo disco alle porte, i CorpseFucking Art sono una delle band più longeve del death metal italiano. Motivo per cui chiediamo qual è il loro segreto al deus ex machina dietro al progetto.

Raccontaci degli esordi, come hai deciso di creare una band death metal e come si fa a mantenere inalterata la voglia  di andare avanti e gli stimoli dopo 25 anni di carriera. Ciao, diciamo che è il death metal che ha deciso di rovinarmi la vita [ride, ndr]. E' qualcosa che ti mangia dentro, che si annida nella tua testa, che ti ammorba e ti dilania. Il death metal è per me un'esigenza, una forma di comunicazione naturale e immediata, qualcosa che vivo giornalmente. Non ho formule o grafici per capire come funziona la passione, è così e basta.
 
Come mai non riesci ad avere una line-up stabile? Ognuno combatte i propri mostri come può, qualcuno sceglie il death metal, qualcuno lo sfiora soltanto e capisce di non essere tagliato per questo genere. E' una questione di priorità, non posso suonare con chi fa le cose per hobby.
 
Quali le motivazioni dietro la creazione della Despise The Sun Records (titolo dichiaratamente derivante dai Suffocation), perchè fondamentalmente le uscite della tua etichetta vertono su formazioni minori della storia del death metal romano (Aiwaz - Desecration), e più ad ampio raggio quello italiano (Excidium - Maleficarum - Agonia)? Questa è una di quelle cose che nella vita accade in un determinato momento, l'istinto è qualcosa che ho sempre assecondato e seguito. Come un quadro che decide di cadere proprio in quel secondo preciso, io ho deciso che era una cosa che dovevo fare. Per quanto riguarda le produzioni, il death metal è qualcosa che vivo giorno per giorno, e riportare alla luce queste pietre grezze è qualcosa che mi appassiona e mi fa scorrere il sangue più velocemente.
 
Quali le band che ti hanno dato maggiore soddisfazione a livello artistico e quali per le vendite? Sono legato a tutte le band che hanno in qualche modo deteriorato il mio udito e che non ho potuto fare a meno di produrre. Non riesco a fare una classifica, tutte le produzioni che ho fatto mi hanno dato adrenalina a loro modo, e quando riascolto i vari lavori posso percepire che fare determinate cose può fare la differenza.
 
In base a cosa scegli le band da pubblicare nel tuo roster? Semplicemente, devono spappolarmi il cervello nei primi 10 secondi che ascolto una canzone. Niente di complicato, direi.
 
 
Parlaci dei tuoi side project: Bomberos e dei Jesus On The Dashboard. Bomberos è una band nata nel 2001 per tributare i Mortician, una delle mie band preferite. Il progetto mi vede coinvolto con due miei amici fraterni, anche se non ho molto tempo da dedicare a questa band. I Jesus On The Dashboard è un mio vecchissimo progetto, si parla dei primi anni '90, dove esploravo sonorità molto vicine a Godflesh e Scorn. Credo di avere ancora qualche copia del demo tape, è un progetto durato l'arco di tre anni. Un vero e proprio side project ai Corpsefucking Art sono i Morbo, che mi vede coinvolto con un altro amico di vecchia data. Qui si parla di sonorità più vicine agli Autopsy, ed in generale al death metal di vecchio stampo americano. Insomma, qualcosa di impolverato e catacombale.
 
Ci sono stati alcuni membri che non compaiono nelle line-up ufficiali che hanno provato per i CFA e successivamente sono diventati famosi, o si son fatti conoscere con altre band che suonano anche generi diversi dal death metal? Marco dei Klimt 1918 ha militato un paio di anni, prima dell'uscita del primissimo full-length. Simone dei Spiritual Front fece solo un provino per ricoprire il ruolo di bassista. Anche qualche prova con Giuseppe Orlando avvenne in passato, ricordo un paio di performance live alle prese con una cover dei Terrorizer.
 
Quale disco dei CFA ti ha dato maggiore soddisfazione a livello artistico e quale per le vendite? E' una ricerca continua lo scrivere album, non ho mai pensato a dischi scollegati fra di loro. E' un continuo citare e autocitarsi, un modellare il proprio stile, un crescendo di esperienze che si incastrano insieme. Ogni album ti rende più consapevole di quello che hai bisogno di esprimere, in definitiva è uno scavare dentro di se per buttare fuori qualche mostro.
 
Perchè cambi spesso etichetta con cui pubblicare i lavori dei CFA? Per salire una scala si fa un gradino alla volta, è una semplice crescita artistica. Più vai avanti e più capisci quali sono le cose che fanno funzionare questo meccanismo, quindi cerchi sempre un miglioramento. Per l'ultimo album siamo approdati su Comatose Music, per il momento è l'etichetta che ci sa rappresentare appieno e ci consigla su come sfruttare al meglio le nostre potenzialità.
 
 
Parlaci del nuovo disco. Questa estate ci siamo dedicati alla registrazione del nuovo album, ci siamo affidati per la seconda volta allo studio Hombrelobo, dove abbiamo registrato "Quel Cimitero...". Valerio è un fonico veramente preparato. In questo caso un disco decisamente più maturo e consapevole, otto tracce nuove, una cover dei Cannibal Corpse dell'era "The Bleeding", e un vecchissimo pezzo che ho scritto 25 anni fa. 'Splatterphobia', il suo titolo, è il nostro quinto album in studio, e come dicevo prima, sarà editato dall'americana Comatose Music il 23 Novembre di quest'anno. Il sound generale verte sempre su un death metal brutale di stampo americano, i punti di riferimento rimangono sempre Cannibal Corpse, Mortician e Incantation. Rispetto al precedente album la line-up si è arricchita di un nuovo chitarrista, anche se ormai Mario lavora con noi già da quattro anni; e vede alle pelli Marco Coghe, in prestito dai Devangelic come session drummer.
 
Parlaci di Mr Daisy. Come è nata l'idea del personaggio? Il personaggio nasce con l'Ep "A Puzzle Of Flesh" del '99, in un primo momento non aveva nessun nome. Successivamente con l'uscita della raccolta avevo pensato di caratterizzare maggiormente questo personaggio, e di coinvolgerlo nei testi e soprattutto nelle copertine. Così negli anni ho delineato questo folle personaggio dal nome Mr. Daisy. Nomignolo che omaggia una persona morta qualche anno fa. In questi anni ho scritto tante cose su di lui, su come vive e pensa, così da farne un telefilm. Questo progetto si sta concretizzando veramente, collaborando con la Headbanging Productions, presto vedrete la primissima puntata.
 
Come nascono i titoli dei brani che hanno la cosiddetta 'cazzaraggine' humor/ilarità di base?I testi li scrivo di getto quando arriva l'ispirazione, non so da dove provengano, so solo che da qualche parte tiro fuori queste idee. In un primo momento potrebbero sembrare titoli stravaganti e divertenti, ma ogni testo ha una facciata nascosta e tagliente. I testi dell'ultimo album girano intorno a sette film più o meno conosciuti e svelano sempre più la malattia mentale del nostro personaggio principale.
 
Vuoi aggiungere qualcosa? Pensate alle cose che vi fanno star bene, amate quello che fate. L'odio è solamente qualcosa di fertile per l'ignoranza.

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