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EVERGREY: GLORIOUS COLLISION

data

03/03/2011
84


Genere: Dark Power Prog Metal
Etichetta: SPV
Distro:
Anno: 2011

Avete presente quella sensazione di "trepidazione" che si può provare mentre aspettate che la torta che avete messo in forno sia pronta? Quella preparata secondo un'antica ricetta di famiglia che però avete dovuto modificare per l'occasione con dei nuovi ingredienti per ovvie esigenze di dispensa. Anche se so che molti di voi non avranno presente questa sensazione sappiate che questo, in linea di massima, è quello che ho provato in queste ultime settimane prima del fantomatico assaggio di questo 'Glorious Collision'. L'altra "torta", quella di 'Torn', non era venuta poi troppo bene, ma nonostante fossi fiducioso per il futuro l'incognita derivata dall'abbandono di diversi membri dalla band mi aveva procurato diverse perplessità. Su di tutte lo split con lo storico chitarrista Henrik Danhage, che assieme alla chitarra e alla voce del main-composer Tom Englund ha saputo regalarci diverse perle di estrema bellezza. E così il povero Tom si ritrova sulle spalle il peso di ricostruire i nuovi Evergrey (di nuovo), questa volta non da solo, ma in compagnia del prezioso tastierista Rikard Zander. Una volta iniziato il processo compositivo al carro della band si unisco il chitarrista Marcus Jidell (ex di Royal Hunt e Pain), il bassista Johan Niemann (ex di Therion e Mind's Eye) ed il batterista Hannes Van Dahl. Ed in soldoni si può dire che 'Glorious Collision' riprende il discorso ripreso con 'Torn' tre anni fa, ma questa volta gli Evergrey sfoggiano una rinnovata freschezza che dona ai brani una pressoché insperata ventata di "maturità" capace di rispolverare atmosfere tristi, malinconiche e talmente ricche di pathos da esser degne di quei grandi capolavori chiamati 'Recreation Day' e 'The Inner Circle'. Pronti-via allora, dalla opener "Leave It Behind Us" passando per il singolo "Wrong", forse il singolo meno "catchy" della storia del combo svedese, ed arrivando fino alle ammalianti "The Phantom Letters" e "Free". In mezzo buttiamoci anche una strabiliante "To Fit The Mold" aperta dall'ennesimo meraviglioso incipit tutto per la sofferta ed imperiosa performance vocale di Tom Englund. Il resto del lotto si mantiene su di un buon livello, evitando accuratamente di sprofondare nei pericolosi abissi della noia. Alla fine della fiera questo tanto temuto cambio di line-up in casa Evergrey risulta essere una vera e propria toccasana per dare una bella rinvigorita ad una proposta musicale meravigliosa che rischiava di perdersi nella banalità. Un album di grande livello, di nuovo.

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