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MYSTIC PROPHECY: Metal Division

data

20/01/2020
46


Genere: Power Speed Metal
Etichetta: Rock Of Angels Records
Distro:
Anno: 2020

I Mystic Prophecy sono noti per aver portato una certa ventata di freschezza e pesantezza in un tempo in cui band europee di power/flower metal spuntavano come funghi, ringalluzzite dal ritorno alla popolarità di certo metal teutonico (Helloween in testa). Un approccio insomma che li sottraeva alle critiche rivolte alle loro, spesso connazionali, piu tenere band. Da quell´esordio, ormai quasi venti anni fa, i bavaresi hanno sfornato album a iosa, con declinante fortuna. Un evento viene spesso menzionato a riguardo: la fuoriuscita dalla band del talentuoso chitarrista greco noto come Gus G. Si è in generale trattato di un progressivo logoramento della formula che li rendeva freschi e originali undici album fa e, all' ascolto di quello presente, risulta tutto molto chiaro. L' esordio è affidato al più caratteristico degli anthem metal, con un titolo altrettanto prevedibile: "Metal Division" già lascia presagire quasi tutto. In piu si potrebbe quasi parlare di plagio nei confronti di un' altra band intenta a cercare di dimostrare con eccessiva foga la propria metallitudine, cioè i Dream Evil e la loro "The Book Of Heavy Metal" datata 2004. Il fatto sorprendente, all´ascolto di questo album, sta nel fatto che parrebbe costituito da riff prevalentemente validi; la batteria incalzante, nella maggior parte dei pezzi, fa il suo, ma il risultato è ugualmente piatto e prevedibile. E`tutto troppo forzato, come un Ralf Scheepers che cerchi di apparire ancora piu pompato di quello che è. A questo proposito vale la pena di notare che accostare i Mystic Prophecy alla parola "thrash" è non senso allo stato puro: tutto quello che c´è qui discende direttamente dai Judas Priest era 'Painkiller' e di li, via Helloween/Gamma Ray e similia, si fa caricatura di se stesso. Un paio di brani fanno eccezione al discorso fatto fin qui, purtroppo non portando alcun giovamento: "Here Comes The Winter" ci getta nello sconforto con il suo essere una power/flower ballad dal tono emodeprimente e "Dracula"  è un brano che, se concepito da una band con un approccio un poco meno serioso (diciamo i Powerwolf per rimanere in tema) potrebbe a limite essere accettabile, ma qui in mezzo a questa galleria di brani che fanno a gara fra di loro a quale è più autenticamente metal o dedito alla causa, è solo una orribile cosa dall´aura pop 'n' roll. Un paio di brani alla volta per ascoltare cos'è lo speed metal germanico possono anche essere digeribili, ma l´utilità di questa opera si ferma qui.   

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