TOMORROW’S OUTLOOK: Black Waves
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17/07/2026Vado al sodo: ‘Black Waves’ è un album molto bello. Terzo sigillo e disco della maturità come si scriveva una volta, prodotto egregiamente dal guro Sasha Paeth (Angra, Kamelot, Rhapsody), un album che potrebbe rientrare a sorpresa, tra i migliori di fine anno. Il gruppo norvegese si è cucito addosso le sonorità metalliche eleganti ed affascinati dei gloriosi Crimson Glory e Conception, per non parlare degli alfieri più nobili come Fate Warning, Queensryche e degli Iron Maiden di ‘Seventh Son’: proprio con quest’ultimi che gli scandinavi sembrano aver maturato una profonda famigliarità grazie al ruolo strategico delle chitarre gemelle. Toni profondi, trame progressive metal velate da un’intensa aurea epica che richiama lo splendido esordio omonimo dei Fifth Angel e tutta quella scena nord americana del periodo. Anche il vocalist Tony Johannessen si ritaglia il suo spazio grazie ad una prestazione maiuscola, ma è soprattutto l’affiata copia Hansen/Francavilla che semina tra i brani di ‘Black Waves’ pregevoli assoli, perfettamente intrecciati tra di loro. Ma il meglio i Tomorrow’s Outlook (potevano scegliersi un altro nome…) lo serbano nella scrittura, in una manciata di brani raffinati e di forte presa emotiva: "Black Hearts And Roses In Snow", "Wait For The Sun", "Lament Of The Damned" e "The Monument" sono piccole perle che meriterebbero di essere scoperte ed apprezzate.


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