XANDRIA: Eclipse
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07/09/2026Gli Xandria avevano attuato un'autentica rifondazione in occasione del precedente 'The Wonders Still Awaiting', dato che la line-up era stata completamente rinnovata da parte di Marco Heubaum, unico superstite della formazione tedesca. Dopo l'Ep 'Universal Tales' del 2024, per questo nuovo full-length intitolato 'Eclipse', la band perde nel frattempo anche il bassista Tim Schwarz, al momento non ancora ufficialmente rimpiazzato. In linea di massima, questo nuovo lavoro segue comunque un po' la scia del precedente disco, senza particolari novità. Lo stile della band, dunque, spazia tra i diversi elementi che lo caratterizzano, con un metal sinfonico composto da orchestrazioni e cori imponenti, con melodie molto curate, qualche puntata nel power metal, momenti più aggressivi e atmosfere dal sapore folk, esaltate come di consueto dai flauti di McAlbi, il quale collabora con il gruppo teutonico ormai da diversi anni. I brani sono costruiti naturalmente attorno alla voce della cantante greco-francese Ambre Vourvahis, alquanto versatile, all'occorrenza molto dolce e suadente, oppure potente ed operistica, oppure, ancora, aggressiva fino ad arrivare al growl. I brani di 'Eclipse' sono tutti alquanto accattivanti, anche se non necessariamente troppo diretti, dato che la durata media si aggira intorno ai cinque minuti di durata ("Lore" supera però addirittura gli otto e mezzo) e sono molto ricchi di arrangiamenti, tra cori, orchestrazioni intermezzi vari e assoli. Difficile dunque menzionarne qualcuno in particolare, ma citiamo almeno la titletrack, un pezzo di grande impatto, perfetta come opener (la prima traccia, "Syzygy" è infatti in realtà una breve intro strumentale) e "The Shannon's Home", un brano dalle tinte folk tra i meglio riusciti e con un refrain davvero catchy. Tra gli altri, citiamo anche "The Grand Delusion" e la fiabesca "Northstar", mentre con "Masquerade" la band si cimenta su territori decisamente power metal, anche qui però con venature folk (al di là di un intermezzo con voce in growl). Da brividi, poi, la performance della Vourvahis in "The Last Generation", dove viene accompagnata da un coro di voci bianche. Gli Xandria, quindi, tornano con un buon disco, dove magari sperimentano e osano meno rispetto a precedenti album, restando maggiormente entro le proprie zone di comfort, ma dove comunque non mancano belle canzoni, tutte arrangiate e interpretate ottimamente.


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