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VARG VIKERNES: My Burzum Story

Burzum

Burzum, Aka Varg Vikernes ha scritto alcuni libri sulle diverse fasi della sua movimentata esistenza, ovvero My Black Metal Story; My Prison Story; My Burzum Story; My Childohood Story; My Survival Story; (esilio in Francia); diverse pubblicazioni sul paganesimo e sulle religioni in scandinavia; giochi di ruolo (sua grande passione). In questa sede ci occuperemo dei primi tre, e la cosa che immediatamente risalta agli occhi è l’assenza di un ghost writer o correttore di bozze dietro i manoscritti in quanto sono pubblicati in un inglese che sovente è sgrammaticato da far spavento. Contrariamente a quanto riportato su Lords Of Chaos (libro ripudiato dagli stessi protagonisti) Varg fornisce una chiave di lettura personale sugli avvenimenti che hanno caratterizzato la nascita del black metal norvegese (come fenomeno di allontanamento dall’imperante death metal di quel periodo), il falso mito dell’inner circle o black metal mafia (riconducibile a pochi avventori dell’Helvete, negozio di dischi di Euronymous). Si discolpa parzialmente per l’assassinio del leader dei Mayhem (salvo specificare che gli ha inferto 17 coltellate, un pò troppe per un tentativo di difesa nei confronti di chi a sua volta lo voleva far fuori poiché invidioso dello status raggiunto con Burzum). L’incapacità di Euronymous, ripetutamente sottolineata, di gestire il negozio di dischi (non aveva un’auto per raggiungere l’ufficio postale e spedire i pacchi a chi effettuava gli ordini telefonicamente) e la mancata ristampa del primo disco andato velocemente sold out a causa della cronica mancanza di denaro. Il prolifico periodo che va dal 1991 al 92 in cui, causa disoccupazione, ha prodotto i primi 4 dischi dei quali il primo in maniera DIY (do it yourself). Registrava uno strumento alla volta con un 4 piste, lo sovraincideva al precedente e cosi via fino ad ottenere il risultato finale; per le copertine utilizzava foto prese dai giochi di ruolo di cui era molto appassionato. Le vicende giudiziarie ed i processi in tribunale durante i quali rimarca la manipolazione dei testimoni (complici o persone informate sui fatti) da parte della polizia, affinché lo incolpassero anche del rogo della chiesa cristiana di Fantoft e la completa estraneità al satanismo, a più riprese ribadita alla quale gli inquirenti non credevano. Tra i tre libricini il più interessante è quello relativo al suo periodo di prigionia; dai continui cambi di luogo di detenzione alle diverse usanze a secondo delle carceri, dall’isolamento al fatto che non gli pesasse affatto in quanto si era armato di libri tramite i quali è riuscito a studiare e formarsi una cultura in merito agli argomenti che più gli interessavano (paganesimo, nazionalsocialismo). Ha avuto la possibilità di scrivere musica (quando non gli veniva tolto il pc o gli strumenti musicali) ed i suoi libri (quelli di cui parliamo in questa sede). I rapporti con i cosiddetti ‘invasori’ della sua terra (africani, arabi, asiatici) ed il ferimento a seguito di colluttazione con uno di loro, per il quale è stato volutamente lasciato senza antidolorifici da una guardia carceraria, semplicemente per ripicca, fino alla preclusione dal ricevere visite da parte di parenti ed amici. Testi utili per soddisfare la propria curiosità e farsi un idea dopo aver confrontato quanto riportato da altre opere sullo stesso argomento (come Lords Of Chaos).

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