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EXTOL: BLUEPRINT

data

24/04/2005
72


Genere: Avantgarde Progressive Metal
Etichetta: Century Media Records
Anno: 2005

"Blueprint" è il nuovo parto discografico degli "eterni incompiuti" Extol, veterani nonostante la giovane età ( il loro debutto "Burial" è del 1998) della scena avantgarde norvegese. Le mie aspettative per questo nuovo cd degli Extol erano altissime, il precedente "Synergy" aveva rappresentato un importante svolta per il gruppo riuscendo a coniugare quasi alla perfezione tecnica, estremismo sonoro e melodia, tanto che ero convinto che "Blueprint" sarebbe stato il disco definitivo per gli Extol. Al contrario il gruppo norvegese fa un passo avanti e due indietro: il destino degli Extol sembra essere quello della band grandissima sulla breve distanza (i mini cd "Mesemerized" e "Paralysis" sono stupendi) e lacunosa sulla lunga durata ( "Burial" e "Undeceived" entrambi due buonissimi cd ma privi di quella qualità idonea a farne dei grandi dischi): in questo senso "Synergy" aveva rappresentato una svolta importante, dato che la band era riuscita a realizzare un disco dove tutti i brani erano di ottimo livello e che faceva sperare per un futuro capolavoro. Invece "Blueprint" è "solo" l'ennesimo bel disco degli Extol: lo stile della band forgiato fin dai tempi di "Burial" attraverso la fusione tra tecnicismi e raffinatezze di scuola Rush, dissonanze melodiche di marca Opeth, furia cieca di stampo death-hard core e vocals divise tra screaming-growl e clean è bilanciata alla perfezione, ma è il livello compositivo ad essere altalenante. "Blueprint" parte alla grande con quattro brani da applausi: "Gloriana" ( tra l'altro working title del cd) forgiata su melodie sognanti e armoniose è stupenda, così come le seguenti "Soul Deprived" e "Reversal" perfette traduzioni in chiave estrema dei Rush più progressivi, mentre "Pearl" (anche primo singolo) nel suo incedere etereo ed elaborato potrebbe essere un hit single su Marte! Purtroppo dopo questa partenza sprint gli Extol si perdono, infatti il blocco centrale della tracklist costituito da "From The Everyday Mountain Top", "Another Adam's Escape", "The Things I Found" e "Lost In Dismay" pur non composto da brutte canzoni, appare nettamente inferiore all'incipit del disco. A risollevare le sorti di "Blueprint" ci pensano le bellissime "Essence" e "Void", anche se il compito di chiudere il cd viene lasciato all'insipida "The Death Sedative". Come sempre, invece, molto belle le liriche incentrate su religione (gli Extol sono una christian band dichiarata), relazioni interpersonali e quesiti esistenziali. Sicuramente sulla riuscita parziale di "Blueprint" ha inciso l'ennesimo cambio di formazione in seno al gruppo, dato che l'abbandono delle due menti chitarristiche Chris Espevoll e Ole Borud (sostituiti da Tor Glidje e Ole Sveen) non è stato certo indolore e che i grandi dischi nascono da formazioni già rodate e collaudate. Quello che rimane è un bel cd, prodotto benissimo e suonato stupendamente, ma che non riesce a fare quel salto di qualità che "Synergy" sembrava auspicare; ancora una volta gli Extol mancano l'appuntamento col capolavoro, peccato perchè le premesse c'erano tutte.

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