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BOTANIST

Avere a che fare con un progetto musicale come questo è un unicum, non una semplice rarità. Capite bene che la curiosità era smisurata e Otrebor, che letto al contrario è Roberto e mette in luce le sue origini italiane, colui che porta avanti i Botanist, si è prestato alla tempesta di domande con buona lena. Il suo grande impegno lo ha portato a formulare una richiesta insolita per Hardsounds.it, ossia quella di pubblicare anche la versione in inglese dell'intervista, che pubblichiamo appena dopo quella in italiano [english below].

L'EP 'Green Metal' è uscito lo scorso autunno (recensione qui), in versione split con gli Oskoreien di Jay Valena. È stato fatto d'acccordo con la Avantgarde Music o Valena? Io e Jay avevamo in programma di fare questo split da almeno un paio d'anni prima che fosse pubblicato. La Avantgarde mi ha contattato per far uscire alcune cose dei Botanist, e con l'approvazione della Flenser, ho proposto di pubblicare lo split. Ho un contratto che mi lega alla Flenser in cui è stabilita l'esclusiva per la pubblicazione degli album intitolati con i numeri romani nel futuro prossimo.

A volte le one man band sono molto produttive e hanno già scrutto e regustrato album per i prossimi cinque anni. E tu? Attualmente ci sono due full length e tre EP non ancora pubblicati. Un album lungo è per il tour europeo di quest'anno, l'altro è un insieme di avanzi dalle sessioni di registrazione di 'VI: Flora', che vorrei pubblicare tramite Mandrake Legion, la pagina Patreon dei Botanist, per i soli iscritti. Sempre tramite Patreon vorrei pubblicare un EP e una registrazione di alcune prove annualmente -quelli previsti per il 2017 sono già pronti. Sto lavorando in questo periodo sugli album 'VII-IX'. La maggior parte delle tracce di batteria è registrata e le strutture di alcune canzoni sono state messe a punto. Ho intenzione di finire questi album nei prossimi due o tre anni e pubblicarli entro i prossimi dieci anni.

Pensi che la tua musica sia progredita in questi anni? Puoi trovare un album, una canzone, un segmento temporale negli scorsi cinque anni che ha segnato un passo in avanti per te nei testi, nella musica o negli aspetti di produzione? Ogni album dei Botanist vuole essere in molti sensi un'inversione rispetto agli album che lo hanno preceduto. I primi due erano veloci e asciutti, con canzoni corte e suonati solo con batteria e dulcimer; il terzo è lento e tutto acustico; il quarto è molto fuzzy; le batterie del quinto sono state scritte per la musica; il sesto è sognatore e nebuloso... i temi e i suoni che saranno presenti dal settimo al decimo album sono stati decisi da anni... sta a voi essere pazienti per vedere quali saranno.

Domanda da nerd: ti piace Poison Ivy della DC Comics? E invece gli Ent creati da Tolkien per il Signore degli Anelli? Da cosa trai ispirazione per i Botanist? No, mi dispiace, nessuna di queste cose ha influenzato i Botanist, anche se "Il Signore degli Anelli" mi piace. I film mi piacciono e leggo i libri come un bambino. L'ispirazione per i Botanist nasce dall'energia spirituale che sento quando sono da solo nella Natura, dal fascino verso la nomenclatura botanica, dalla mia ossessione per il black metal, dal rispetto che nutro verso l'arte botanica classica e da un bisogno primordiale di sostenere l'importanza dell'ambiente nel miglior modo che mi è possibile.

Avevi le idee chiare sul tuo "regno verde" (verdant realm) sin dall'inizio o si è sviluppato man mano? Era tutto chiaro da principio, solo alcuni aspetti si sono sviluppati per strada. I testi possono essere paragonati alla tecnica usata dai Carcass e la loro anatomopatologia forense? Certamente i Carcass sono stati un gruppo omaggiato nella creazione dei Botanist. "Ciò che hano fatto con la terminologia medica, potrò farlo con quella botanica". Anche se i Botanist sarebbero stati creati a prescindere dai Carcass, loro sono stati più che una semplice spinta. Anche se oserei dire che la profondità nell'uso dei termini botanici da parte dei Botanist ha un significato filosofico più profondo.

Uno degli aspetti più interessanti per noi sporchi metallari è che i Botanist usano il dulcimer. Di che si tratta? Come viene usato nella vostra musica e come avete migliorato il suo utilizzo lungo tutti i vostri album? Un dulcimer è uno strumento musicale ibrido percussivo e a corde, con coppie di corde tese sopra una scatola trapezoidale. Si colpiscono le corde con piccole bacchette di legno. È abbastanza facile approcciarsi a questo strumento per chi, come me, ha una formazione da percussionista o batterista. Si dice che le radici del dulcimer risalgano al decimo secolo in Medio Oriente, ma il cosiddetto "hammered dulcimer" è uno strumento tradizionale celtico. Nei Botanist il dulcimer fa le veci di ciò che normalmente farebbe una chitarra. La nostra musica è scritta su dulcimer e batteria. I Botanist sono la prima band che ha applicato pickup magnetici all'hammered dulcimer e ha suonato questo strumento dal vivo con amplificatori distorti, con settaggi metal.

Il dulcimer può avere un suono molto classico, più di un pianoforte o un clavicembalo. Per i Botanist è importante la musica classica? Assolutamente. La musica di Vivaldi, Bach e Part sono una nostra influenza come per ogni altro gruppo metal. Di certo un grande numero di band deve molto a questi tre compositori.

Vi definite metal? Metal Archives rifiuta di considerarvi al suo interno... Una parte della nostra avversione verso la categoria del black metal classico deriva dal voler sfatare il mito che chitarra e metal band siano una cosa sola, che "chitarra" e "metal" siano inseparabili. Il metal, dopotutto, è in modo determinante una sfida alle istituzioni, e in particolare il black metal è la voce dell'antagonista. Quindi lasciamo che i Botanist sfidino l'isitituzione Metal Archives.

La vita è fatta di incontri. Chi è stata la persona che ti ha dato più ispirazione nella musica e nei Botanist? Forse Balan dei Palace of Worms (recensione qui)? Penso che la persona che ha influito direttamente in modo più netto sui Botanist fosse una insegnante di canto che ho avuto oltre dieci anni fa. Non ho imparato chissà quanto sul canto da lei, ma mi ha dato alcune massime importanti e liberatrici, che ripeto ancora oggi e probabilmente ripeterò finché scriverò musica. Una di queste è "non importa quanto è fatta male, a qualcuno piacerà". L'altra è "quando crei musica, fai qualunque cosa finché suona bene, ed ecco come viene fuori una canzone".

Pensi che qualcuno possa prendere i Botanist per un gruppo folk o pro-legalizzazione dell'erba? Probabilmente della gente lo pensa sul serio, ma questo vuol dire che non hanno mai approfondito la nostra musica.

Se i Botanist suonano musica strana, strani saranno anche i suoi componenti. Come e dove hai trovato musicisti che condividessero la tua idea di musica? La formazione 1.0-1.1 (dal 2013 al 2015) è venuta su grazie al sito The Quietus (link), che mi ha fatto un'ottima intervista. D. Neal è stata la persona al posto giusto e al momento giusto perché ha letto l'intervista, suonava il dulcimer ed era un fan del black metal. He got his drummer friend R. Chiang to be excited enough to buy his own dulcimer and learn to play it for Botanist. Loro due stavano nel Sud della California, il che ha reso molto impegnativo fare prove e concerti locali. Il resto erano amici e conoscenti della Bay Area. La formazione 2.0 è fortunatamente tutta composta da gente della Bay Area. Uno dei ragazzi suona nei Kayo Dot, con i quali sono diventato amico durante il tour europeo con loro nel 2015. Un altro è nei Concrete Walls, un gruppo hardcore/powerviolence di amici, con i quali ho fatto un breve tour quando ero nei Lotus Thief. Gli altri due musicisti sono un eccezionale bassista con cui mi conosco da quindici anni (era in un vecchio progetto in cui suonavo la batteria) e il batterista della sua band technical/prog death, i Sentient Ignition.

Come suonano i Botanist dal vivo? Che reazioni noti quando la gente vi ascolta la prima volta? Quando sono sul palco tengo a mente il mio proverbio preferito "non importa quanto fa schifo, a qualcuno piacerà". Per me è un po' spiacevole che i Botanist dal vivo non siano in grado di riprodurre il suono e le atmosfere dei dischi, e sono raramente soddisfatto dai live. Tuttavia molte persone che non avevano alcun interesse personale mi hanno riferito quanto è stata soddisfacente la loro esperienza nell'assistere a un nostro live -quando arrivano a dire che è stato superlativo mi chiedo a quanti altri concerti siano stati nella loro vita... ma non voglio discutere e umilmente ringrazio. Questo si ricollega a un'altra importante lezione di musica avuta da Paul Bostaph, il grande batterista thrash che è o è stato in Slayer, Exodus, Forbidden e Testament, dal quale ho preso lezioni molti anni fa. Paul è senza dubbio uno dei migliori in quello che fa ed ha influenzato tantissimi attuali mega talenti. Comunque, ricordo mi disse che, nonostante credesse di padroneggiare uno stile di drumming poco ortodosso, era consapevole che non significasse essere un grande batterista...ma non importa. Quello che conta è andare sopra ad un palco e fornire una grande prestazione, carica di entusiasmo ed energia, e nonostante non fosse il migliore batterista del momento, la sua energia lascia credere al pubblico che lo sia. Conta solo avere lasciato l'idea di avere assistito ad uno show memorabile, ed è questo che conta ben oltre le capacità tecniche. Questa lezione è molto importante riguardo al mio approccio dei concerti dal vivo dei Botanist. Non è mio compito decidere per gli altri è dire che il concerto è stato bello: se a loro è piaciuto, allora ho fatto un buon lavoro, nonostante la mia prestazione mi piaccia o meno.

Cosa faranno i Botanist nel 2017? Quest'anno vedrà la pubblicazione di 'The Shape of He to Come', che segnerà una nuova categoria nella discografia dei Botanist: le serie "collettive", in cui ogni membro live dei Botanist dal 2013 al 2015 ha contribuito a fare un album. Lo scopo di questo LP è di contribuire a pagarci il tour della prossima estate. Inoltre, come ho detto prima, i Botanist hanno lanciato una pagina Patreon da poco per avere un certo ritorno economico. In cambio dell'iscrizione la pagina offrirà ai suoi membri un mucchio di articoli approfonditi sulle nostre canzoni e album, report sulle sessioni studio e sulla band, così come registrazioni disponibili solo su Patreon: un LP, due EP, di cui uno di prove, sono stati promessi annualmente. L'attuale supporto ha permesso alla pagina a concedere solo ricompense digitali, ma presto riuscirò a fare copie fisiche di queste registrazioni per i supporter di Patreon. Passate parola per supportare questi bei progetti e la stessa band!

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You have an EP, “Green Metal,” that came out in fall of 2016, a split with Oskoreien. Did you talk to Jay Valena or it was an Avantgarde Records idea? Jay and I had the split in the works for at least a couple years before it was released. Avantgarde had contacted me about putting out Botanist material, and with Flenser’s blessing, I proposed Avantgarde release the split. I have an agreement with Flenser to exclusively release the roman-numeraled full lengths for the foreseeable future.

Sometimes bands driven by a single person are very productive and they have yet written and recorded albums for the next five years. Are you one of these? I am. There are currently two unreleased full-lengths and three unreleased EPs at the time of this writing. One full-length is meant for this year’s European tour, another is the collection of the leftover material from the “VI: Flora” recording sessions, which I intend to release via the Mandrake Legion, which is Botanist’s Patreon page, to members of the Legion only. I intend to release an EP and band rehearsal recording via Patreon yearly -- this year’s EP and band rehearsal recording are ready. I’m currently working on Botanists “VII-IX.” Drums are mostly tracked and the basic framework for a few songs are done. I intend to finish these albums in the next 2-3 years and have them released over the next 10+ years.

Do you think your music made progress over the years? Can you find an album, a song, a period in past five years that marked a step forward for you in lyrics, music and production aspect? Every Botanist full-length is meant to be in some important way an inversion of the album(s) that preceded it. The first (two) albums were fast and thin and with short songs and drums and dulcimer only; the third album is slow and all acoustic; the fourth album is mega fuzzy; the fifth album’s drums were written to the music; the sixth album is dreamy and hazy... The themes and sounds for the seventh through tenth albums has been set for years... up to you to be patient to see what those musical themes are.

Nerd question. Maybe your favorite character of DC Comics is Poison Ivy? And Ent from Lord of The Rings? Are you into this stuff? It helped to the birth of Botanist? Sorry, none of these things had any influence on Botanist. I do enjoy Lord of the Rings, though. The movies are great, and I read the books as a kid. The inspiration for Botanist comes from the spiritual energy I feel when alone in Nature, from the fascination with botanical nomenclature, from my obsession with black metal, from my reverence of classical botanical art, and from a primordial urge to advocate for the importance of the environment in the best way I can.

Did you have clear ideas about the "verdant realm" and the Botanist world form the beginning? Or it's growing slowly album by album? It was clear from the beginning. Aspects of it have been developed along the way.

The lyrical aspect, that from the scientific language could be compared to Carcass’ forensic anatomical pathology? For sure Carcass was a band paid homage to in the creation of Botanist. “What they did with medical terminology, I can do with botanical terminology.” However, Botanist would have been created regardless of Carcass coming before it -- they were more of an encouragement. I daresay the depth of Botanist’s usage of botanical terms has a deeper philosophical meaning, though.

But one of the main aspect of Botanist is that you play a strange instrument for us, dirty metallers: the dulcimer. What's a dulcimer? Describe us the use of dulcimer in your music and how you improved your technique over the years and over the albums. A hammered dulcimer is a percussive/string hybrid instrument of sorts, with pairs of strings stretched over a trapezoid box. One hits the strings with small wooden mallets. The instrument is fairly easy to approach for someone like me, who is a drummer / percussively oriented. The instrument is said to trace its roots to the 10th century Middle East, but the so-called “hammered dulcimer” is a traditional Celtic instrument. In Botanist, the dulcimer replaces what would normally be a guitar. The music is written on dulcimer and drums. Botanist is the first band to have adapted magnetic pickups to a hammered dulcimer, and to play the instrument through distorted amplifiers, on stage, in a metal setting.

The dulcimer could draw some classical sounds, also more authentic than an harpsichord or a piano. Are symphonic and classical music important to Botanist? Definitely. The music of Vivalid, Bach, and Part are as much an influence on Botanist as any metal band. Certainly a huge amount of metal bands owe a lot to those three composers alone.

Do you think Botanist are a metal band? Metal Archives refuses to admit Botanist... A minor part of Botanist’s inversion of black metal is to challenge the notion that guitar in a metal band is a foregone conclusion -- that “guitar” and “metal” are inseparable. Metal is, after all, in an important way, about brashly challenging the establishment, and black metal in particular is the voice of the adversary. Then let Botanist challenge the establishment that is Metal Archives.

Life is made also of meetings. Who's the man/woman that gave you more inspiration for Botanist and your way of play music? Maybe someone you worked with, like Balan from Palace of Worms? I think the person that had the biggest direct influence on Botanist was a singing teacher I had more than 10 years ago. I didn’t necessarily learn that much about singing from her, but she gave me some very important and liberating musical outlooks, that I repeat to this day, and likely will repeat for as long as I create. One is “no matter how bad it is, someone will like it.” The other is, “when you make music, you do whatever until it sounds right, and that’s what the song becomes.” Working with Balan was totally great, by the way, and I’m sad he’s not currently in the live band at this time.

Do you know that someone could think that Botanist is a parodistic / pro-weed / folk band? Something like this could be the worst sentence about Botanist or have you heard some worse words? People could and probably do say that, but they haven’t looked into Botanist very much if that’s what they think.

Strange music for Botanist, maybe strange fellows in your band. How did you find other musicians playing dulcimer and sharing your ideas about music? Lineup 1.0-1.1 (from 2013-2015) formed largely thanks to the website The Quietus, who did a very fine interview with me. D. Neal was the right person at the right time to have read that interview in that not only was he a dulcimer player, but was also a black metal fan. He got his drummer friend R. Chiang to be excited enough to buy his own dulcimer and learn to play it for Botanist. Those two were based in Southern California, which made practice and local shows a big challenge. The rest of the lineup were friends and acquaintances of mine in the Bay Area. Lineup 2.0 is all people in the Bay Area, thankfully. One guy is from Kayo Dot, whom I became friends with during our Euro tour with them in 2015. Another guy is in my friend’s hardcore / powerviolence band, Concrete Walls, whom I did a short tour with when I was in Lotus Thief. The other two guys are composed of a very outstanding bass player I’ve had the pleasure of knowing for 15 years (he was in a very early project I drummed for) and the drummer of his technical/prog death metal band, Sentient Ignition.

Well, how is Botanist live? What reactions do you notice in people that listen to you for the first time? I keep getting reminded of my favorite saying, “no matter how bad it is, someone will like it,” when playing live with Botanist. To me, it’s a little uncomfortable that Botanist live is not able to replicate the sound and mood of Botanist on record, and I am rarely satisfied with the live performances. However, many people who would have no personal interest have said how great their experience witnessing Botanist live has been -- when it gets to the level of the superlative it makes me wonder how many shows they’ve been to before... but I’m not going to argue and I humbly say thank you. This has to do with another important musical lesson that I learned, this time from Paul Bostaph, the great thrash metal drummer who is in / has been in Slayer, Exodus, Forbidden and Testament, and whom I took lessons from many years ago. Paul is without a doubt one of the best at what he does, and he’s influenced a very large amount of current mega talents. However, I remember him telling me how although he believed he’d mastered the “caveman” style of drumming, he was by no means a drum master... but that didn’t matter. What mattered was to go on stage and give a great, capable performance, one that had enthusiasm and energy... that even if he wasn’t actually the best drummer, his energy made the audience believe he was. If they left thinking that he gave a great, memorable show, that’s what mattered -- far more than technical ability. That lesson is very important in my approaching the live aspect of Botanist. It’s not up to me to decide for someone else if they liked the show: If they like it, then I did a good job, regardless of whether I liked it or not.

What will happen to Botanist in next months? Do you wait some albums or particular events in your life in 2017? This year should see the release of “The Shape of He to Come,” which will mark a new category in the Botanist discography... the “collective” series, in which every member of Botanist live 2013-2015 contributed in making an album. The LP is intended to help us pay for our tour this Summer. As I mentioned above, Botanist launched a Patreon page this year in order to help the band pay for being a band. In return, the page is offering members a pile of exclusives, from in-depth articles about Botanist songs and albums, insider studio and band reports, as well as recordings to be made available on Patreon only: one LP, one EP, and one rehearsal EP is promised yearly. Current support has the page able to do digital rewards only at this time, but soon I will be able to afford to start making physical copies of these recordings for Patreon backers. Please spread the word to help support these cool projects and the band itself!

www.botanist.nu

www.patreon.com/MandrakeLegion

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