LEX LEGION: Lex Legion
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30/10/2026Lex Legion, il debutto omonimo della nuova band composta da Andy LaRocque, Pete Blakk, Hal Patino, Mikkey Dee e Nils K. Rue ha tutte le carte in regola per essere un semplice esercizio nostalgico. Si, manca solo King Diamond, ma fortunatamente il disco è molto altro. Certo, è impossibile ascoltare il disco senza pensare al Re Diamante, e sarebbe assurdo fingere il contrario dato che i quattro quinti della formazione sono legati direttamente ad une il DNA musicale immediatamente riconoscibile. Le chitarre armonizzate, i riff oscuri, gli improvvisi cambi di atmosfera, il gusto neoclassico di LaRocque e Blakk, la sezione ritmica potentissima di Mikkey Dee e Hal Patino. Tutto riporta inevitabilmente a quell'universo, ma 'Lex Legion' non dà mai l'impressione di essere una raccolta di scarti o di idee riciclate. Al contrario, sembra quasi quello che molti fan dei King Diamond aspettavano da anni, ovvero un gruppo di musicisti ancora affamati di scrivere heavy metal, finalmente rimessi insieme in una stanza e lasciati liberi di fare ciò che sanno fare meglio. Lavoro per certi versi liberatorio, ma costruito sugli stessi fondamentali che avevano reso irresistibile quella formazione. La differenza più evidente è naturalmente Nils K. Rue. Non cerca di imitare King Diamond, e questa è probabilmente stata la miglior scelta possibile. Rue ha una voce più potente, più piena e in alcuni momenti quasi più vicina al classico heavy metal e al progressive, pur essendo perfettamente in grado di raggiungere registri alti e creare quell'atmosfera inquietante che il materiale richiede. Il risultato è un disco meno teatrale e meno narrativo rispetto ai classici dei King Diamond, ma anche più diretto e immediato. Brani come “Sleep Eternally”, “Gypsy Tears”, “When The Stars Align” e “Life Eternal” mostrano immediatamente quanto sia ancora speciale la chimica tra questi musicisti. Le chitarre di LaRocque e Blakk sono un piacere; armonie, riff taglienti, assoli melodici e quel particolare senso della composizione che riesce a essere tecnico senza mai diventare sterile. Mikkey Dee, dal canto suo, suona con la solita potenza e personalità, mentre Patino fornisce una base solida e perfettamente funzionale al suono della band. La cosa forse più sorprendente è quanto tutto suoni naturale. Nonostante i nomi coinvolti e l'inevitabile peso del passato, 'Lex Legion' non sembra un progetto costruito a tavolino per sfruttare la nostalgia. Sembra una vera band, e questa è probabilmente la sua vittoria più grande. Il disco è anche piuttosto compatto, con una durata di circa 35 minuti, forse pochi, ma il disco entra, colpisce senza perder tempo. E forse è meglio così; lasciare l'ascoltatore con la voglia di un secondo capitolo è molto meglio che riempire il disco di materiale superfluo. Nessuno dovrebbe aspettarsi un nuovo 'Abigail' o un nuovo 'Them', ma dopo un'attesa che ormai sfiora i vent'anni, questo disco rappresenta qualcosa di molto più interessante di una semplice consolazione. È la prova che Andy LaRocque e i suoi vecchi compagni non hanno perso né la capacità, né la voglia di scrivere grande heavy metal. Anzi, sono dell'opinione che siamo solo all'inizio!


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