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MORRISSEY: Make-Up Is A Lie

data

18/04/2026
72


Genere: Pop Rock, Baroque Pop
Etichetta: Sire Records
Distro:
Anno: 2026

Quando si parla di novità inerenti Morrissey, il discorso devia inevitabilmente verso lidi extra musicali, vista la caratura e l’eccentricità del personaggio. In questa sede la decisione è quella di limitarsi a parlare dell’aspetto lirico e musicale di questo ‘Make-Up Is A Lie’, attesissima quattordicesima prova in studio dell’ex frontman degli Smiths che arriva a ben sei anni dal discreto ‘I Am Not A Dog On A Chain’. Prodotto dal fidato Joe Ciccharelli (The Strokes, Alanis Morissette) e registrato in Francia presso i La Fabrique Studios, il nuovo lavoro evidenzia una buona forma vocale e lirica del vecchio Moz, che qui si diletta in dodici pezzi (più due nella Deluxe Edition) di buona fattura. I collaboratori nella scrittura si dividono tra vecchio e nuovo: nella prima branca troviamo un graditissimo ritorno, quello di Alain Whyte, che co-firma sia il miglior brano del lotto, la smithsiana “The Monsters Of Pig Alley” (non troppo velato riferimento a Pigalle, quindi di nuovo la Francia), sia l’evocativa ballad "Boulevard". La tastierista Camila Grey (Uh Uh Her, Adam Lambert), invece, ha contribuito a tre brani compresa titletrack, che è stato anche il primo singolo estratto, un pop sghembo che si apre nel ritornello con la più classica delle aperture vocali à la Moz. Non mancano i contributi del chitarrista Jesse Tobias, che tra le altre firma una “The Night Pop Dropped” curiosamente indirizzata verso lidi funkeggianti, e di Gustavo Manzur, che arricchisce gli episodi più cupi e meditabondi del disco (“Many Icebergs Ago”, “Headache”). Completano il lavoro una cover ben riuscita di “Amazona” dei Roxy Music, un’apertura post punk in vena di evoluzioni interpoliane (“You’re Right, It’s Time”), ed un secondo estratto più elettronico come “Notre-Dame”, con a livello testuale riferimenti non troppo velati all’incendio che distrusse parte della famosa cattedrale. Non ci resta che aspettare la pubblicazione di un intero disco pronto e mai pubblicato, ovvero ‘Bonfire Of Teenagers’, ricco di ospiti di livello come Iggy Pop, Flea, Chad Smith e  Josh Klinghoffer e prodotto dal re mida dgli artisti più datati, ovvero Andrew Watt, e nel frattempo consolarci con quello che è senza dubbio un ottimo ritorno. Bentornato, Moz.

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