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MONO

Le premesse al concerto non sono state delle migliori; sin dal pomeriggio Roma è stata investita da un diluvio che non voleva saperne di attenuarsi, ma proprio poco prima dell'inizio del set le condizioni meteo son migliorate tanto che abbiamo deciso di avventurarci verso l'Init che abbiamo trovato alquanto pieno di gente nonostante le precedenti condizioni avverse. I nipponici sono saliti sul palco di soppiatto (nella migliore tradizione orientale dove tutto è tendente al silenzio, alla sobrietà e all'umiltà) mentre noi ci apprestavamo a sbollire il calore accumulato durante l'attesa nella fonderia della sala concerti (inspiegabile tutto quel caldo che si è protratto per tutto il concerto mettendoci non poco in difficoltà). Hanno officiato la cerimonia cullandoci con i pezzi più struggenti dell'ultima doppia fatica 'The Last Dawn' e 'Rays Of Darkness', nella fattispecie "Recoil, Ignite" e "Kanata" delineate dall'incedere lento e mellifluo; nel prosieguo del set l'impressione iniziale è stata confutata poichè nell'evoluzione delle composizioni i crescendo ed i diminuendo hanno preso il proscenio, struggenti i vibrato a mo di volo di colibrì col loro imperterrito battere di ali e muoversi all'unisono, a ricreare delle maree imponenti per poi planare verso acque più placide: un continuo saliscendi di stati d'animo. Per non farci dimenticare che i giapponesi sono campioni del mondo di rumorismo (Zeni Geva, Boredoms, CCCC etc etc) uno dei chitarristi porta la propria ascia in overdrive inondandoci con un mare di distorsioni. L'alternanza dei brani tratti dai lavori precedenti e le tracce di 'The Last Dawn' e 'Rays Of Darkness' ha evidenziato in questultime una maggiore capacità di trasmettere emozioni e di calamitare il pubblico,  probabilmente perchè possedevano una forza struggente meno evidente nelle altre. Durante l'esecuzione dei brani i giapponesi parevano immersi in una realtà adimensionale del tutto propria, come se vagassero in mondi che apparentemente sembravano non collimare tra loro, ma quando imbracciavano gli strumenti la sinergia che ne scaturiva è stata qualcosa di sublime.  Distributori di emozioni e pathos indescrivibili a parole.

SETLIST:
01. Recoil, Ignite 
02. Unseen Harbor 
03. Kanata 
04. Pure as Snow (Trails of the Winter Storm) 
05. Halcyon (Beautiful Days) 
06. Where We Begin 
07. Ashes in the Snow 
08. Everlasting Light

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