THE PRETTY WILD: Zero.Point.Genesis
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20/02/2026Ah, 'Zero Point Genesis'. Ci si avvicina al disco con qualche aspettativa, magari un po’ di sana follia, qualche riff che ti faccia battere il cuore. E invece? E' come trovarsi davanti a un Electric Callboy diluito che ha preso lezioni di pop dalle Babymetal e Avril Lavigne in persona. I riff ci sono, e alcuni passaggi di batteria e basso funzionano sorprendentemente bene. Si sente la voglia di scrivere qualcosa di potente, ma ogni volta che entra la voce, beh, la magia svanisce. È come se qualcuno avesse preso tutto il potenziale grezzo e lo avesse passato in un filtro commerciale, lucidando tutto fino a renderlo completamente innocuo e perfettamente digeribile per una platea di quattordicenni ancora alle prese con la pubertà. "Paradox"? Speravo che il ritornello di "Complicated" facesse capolino almeno una volta. Niente. Gli altri brani? Nulla di memorabile da segnalare. Sì, forse sono troppo severo, ma a quarantasei anni si apprezza un certo tipo di cattiveria, non questo pop palesemente travestito da metal. Produzione impeccabile, musicisti preparati, suoni tutti al posto giusto. Peccato che tutto ciò serva a convincere un vecchio brontolone come me che non è il suo target audience. È un album che funziona perfettamente, ma per qualcun'altro.


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